“Martina Maranelli si mostra come singolare archeologo che cerca di ricostruire il corpo del vissuto. I suoi sono reperti di un universo dove i rapporti causa-effetto sono collassati e dove l’operare dell’artista cerca di recuperare e ricomporre in modo non retorico l’integrità di un’esperienza sempre sull’orlo della dissipazione. Arte e vita non sono più la stessa cosa, non sono sovrapponibili e nemmeno comparabili; tuttavia l’arte, pur nella sua convenzionalità, può nominare il mondo e lo stato dei suoi conflitti con gesti di rare poeticità.“
Bruno Bandini
Beatrice Buscaroli
Dal catalogo della mostra “Opere aperte”, Russi (RA), 2019
Il Portfolio completo sarà presto disponibile online.